Agosto 25, 2008
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Allo stesso rivo erano giunti il lupo e l’agnello spinti dalla sete; in alto stava il lupo e molto più in basso l’agnello. Ed ecco che il predone, stimolato dalla sua gola maledetta, tirò fuori un pretesto per litigare.
“Perchè”, disse, “mi hai intorbidato l’acqua proprio mentre bevevo?”
E il batuffolo di lana, pieno di paura, risponde: ”Scusa, lupo, come posso fare quello che recrimini? E’ da te che scorre giù l’acqua fino alle mie labbra.”
Respinto dalla forza della verità, il lupo esclama: “Sei mesi fa hai sparlato di me.”
L’agnello ribatte: ”Io? Io non ero ancora nato.”
“Perdio”, lui dice, “è stato tuo padre a sparlare di me.”
E così lo abbranca e lo sbrana, uccidendolo ingiustamente.
Ad indicar l’esercito di coloro che all’interno delle organizzazioni, per ogni sorta d’ingordigia, perseguitano i più deboli giustificando le loro vessazioni grazie a bieche manipolazioni.
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Pubblicato da Sabina
Giugno 30, 2008
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… tratto dal libro “Volevo solo lavorare” di Luigi Furini, edito Garzanti Libri.
Sandro, rientrato da una breve vacanza natalizia, trova due raccomandate nella buca delle lettere. “Credevo fosse il tanto atteso passaggio di categoria”, racconta, “e invece erano due lettere di richiamo per presunte irregolarità nella richiesta di un rimborso spese.”
In ufficio non gli viene più assegnato alcun incarico. Comincia a tenere un diario e sulla prima pagina scrive: “Impegno lavorativo, zero. Sento in me una frustrazione grande che mi impedisce di reagire e annulla ogni mia volontà”. E ancora: “La notte è stata insonne, mi sono aiutato con tre pasticche di valeriana ma l’incertezza per il futuro mi tiene sotto pressione”.
Sandro torna al lavoro ma la situazione non migliora. “In ufficio sono in totale isolamento. Minuti lavorati: zero. Passo in farmacia. Solo le gocce di tranquillante mi aiutano, e il pensiero di tornare al lavoro e sopportare un’altra giornata di umiliazioni, mi fa venire il nodo alla gola.”
Un mese dopo scrive sul diario di aver perso cinque chili e aggiunge: “Mia moglie mi sta molto vicino e sento forte il suo sostegno. L’interesse per i rapporti sessuali, però, è sparito. La fiducia è crollata e le energie sono quasi scomparse. Continuo a perdere peso. Mi fa male questa violenza che mi impedisce di svolgere la mia attività, da cui traggo sostentamento morale e materiale”.
Tre mesi dopo, sempre dal diario di Sandro: “Un collega si è offerto di favorire un possibile contatto fra me e il capo del personale, ma poco dopo mi ha detto che altri colleghi gli avevano consigliato di non immischiarsi perchè l’azienda si sarebbe incarognita di più. Minuti di lavoro: zero. Cercano di cacciarmi come un ladro. Sento un dolore costante, come una fascia intorna al capo, come una morsa che stringe. Alle medicine che già prendo devo aggiungere due pasticche di Saridon”.
Passa un altro mese e Sandro deve andare dal neurologo. “Sono affetto da depressione reattiva. Mi ha prescritto un antidepressivo e consigliato una visita psichiatrica più specifica e approfondita. Da quando in ufficio sono completamente inattivo ho perso undici chili. Ho incaricato un’avvocato che mi dovrà rappresentare nei futuri rapporti con l’azienda.”
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Pubblicato da Sabina